Qual è il futuro dei contatori Facebook?

Contatori Facebook

I contatori Facebook sembrano essere stati vittima dei “bruschi acquazzoni” di fine estate.
Quest’anno il  rientro per gli editori su web, ma anche per gli sviluppatori è stato caratterizzato da una brutta sorpresa: Facebook ha  cambiato le regole per l’accesso ai contatori di like, commenti e condivisioni – il cosidetto Share Count – ovvero quelle informazioni che consentono di valutare le prestazioni dei contenuti sul social di Menlo Park.

Facebook continua a mettere a disposizione i suoi pulsanti ufficiali. E’ solo la disponibilità di dati per i pulsanti di terze parti che è stata alterata dopo che le API ufficiali (che moltissime company utilizzavano in giro per il mondo) sono state deprecate e poi chiuse.

E’ interessante notare che si tratta di una storia non nuova nel mondo dei social: anche Twitter ha rimosso quasi un anno fa l’accesso ai contatori adducendo motivazioni tecniche e dichiarando di non volere più dedicare risorse a questa funzionalità.

A fine mese scorso, i contatori risultavano azzerati, ma questo è stato un problema tecnico su cui Facebook che ha detto avrebbe posto rimedio in fretta, come anche riportato dal Wall Street Journal. Le lamentele, per oltre un mese, sono arrivate da tantissimi editori, blogger e autori del web.

Da pochi giorni solo alcuni dei provider di applicazioni con pulsanti di share hanno messo in atto delle modifiche per riportare i pulsanti al loro corretto funzionamento.

Qual è il risultato della possibile fine dell’era dei contatori Facebook? Delineiamo gli scenari:

– Gli utenti del web, troveranno (come è successo già nelle ultime settimane) contatori azzerati accanto agli articoli del web.

– Gli sviluppatori che hanno creato siti web o altri componenti utilizzando queste funzionalità delle Graph API di Facebook, avranno adesso del software non più funzionante. Tanto per fare un esempio, i plugin WordPress con i pulsanti di condivisione. Lo scossone ha già colpito tantissime aziende: alcune hanno parato il colpo con soluzioni alternative. Altre come SharedCount hanno avuto impatti meno rosei e con buona probabilità saranno costrette a chiudere.

Ma il danno è sopratutto per gli editori. Questo problema, anche se temporaneo, è stato un campanello d’allarme per ricordare quanto gli editori basino la loro capacità di analisi (e non solo) sul social network. Senza i dati di Facebook, hanno poca comprensione in come il loro contenuto del sito web è condivisa attraverso la rete sociale. I counter inoltre danno una mano agli editori per incentivare il cosiddetto meccanismo di riprova sociale: vedendo quel numero di condivisioni, la gente è meglio disposta a condividere, o ancora a dare una maggiore rilevanza e credibilità all’articolo stesso.

Alcuni editori hanno espresso preoccupazioni che Facebook inizierà a limitare la quantità di dati che condivide con loro circa i link ai loro siti web e invece fornire dati più affidabili solo per contenuti pubblicati in modo nativo. Questo potrebbe potenzialmente spingere aziende dei media a pubblicare di più del loro contenuto direttamente su Facebook attraverso iniziative come gli “Instant Article”. Come già LinkedIn ha iniziato a fare da tempo con Pulse.

Si tratta di un fuoco di paglia o può profilarsi l’inizio di una nuova era nei rapporti tra media e social network?

Autore: spidwitblog

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