Errori da evitare nel social media marketing

Social media marketing. 4 errori da evitare come la peste

Evitare come la peste (o come le poste, dopo l’esperienza di alcune file chilometriche!) o scansare la classica buccia di banana fanno parte di un immaginario classico, ma rendono ancora bene l’idea.

E, a proposito di cose da evitare, oggi ti parleremo di 4 degli errori che dovresti prometterti solennemente di non commettere con la tua strategia di social media marketing.

1. Non interagire coi fan. O interagirci tanto per

C’è sempre il fan che fa domande “sui generis”, così come c’è quello che tampina il brand per attirare l’attenzione o perché sta lì che smania in attesa di essere ricontattato dopo l’email inviata. C’è pure quello che si tagga e pubblica foto indecenti, così come c’è quello con la tastiera “piccante”, capace di dar vita solo a flame. Non importa la tipologia di fan che ti ritroverai davanti; quello che conta è il modo con cui sarai capace – o meno – di interfacciarti con ciascuno di loro: col troll, il puntiglioso, l’ansioso, l’amicone, l’antipatico…

Non interagire coi fan è un grave errore. Peggiore del silenzio, però, c’è l’interazione fatta tanto per. Ci riferiamo, per esempio, a quelle risposte superficiali e frettolose, che 1) non rispondono davvero al fan; 2) non fanno passare in alcun modo la personalità del brand; 3) non creano un momento di vera interazione; 4) non danno la possibilità all’azienda di legare col cliente, potenziale o già acquisito.

La vera interazione, quella che fa bene tanto al brand quanto al fan, ha queste caratteristiche:

  • Non si fa aspettare: è veloce.
  • Non polemizza ed è sempre cordiale. Anche se sei sicuro di essere dalla parte della ragione, le tue risposte devono essere sempre, sempre, sempre garbate.
  • Rispecchia il tono di voce e la personalità dell’azienda.
  • Mette in primo piano il fan.
  • Non usa risposte precompilate e impersonali.

Guarda come si fa.

social media nivea

Il Social Media Manager della Nivea sa che è sempre facile rispondere ai complimenti, ma sa anche rimboccarsi le maniche quando qualcosa non va per il verso giusto.
Fare sentire che ogni cliente è speciale e merita attenzione, nella buona e nella cattiva sorte, fa la differenza, soprattutto per chi ha deciso di dare il follow a un brand a cui è affezionato.

Ancor più emblematico il caso di Virgin Trains, che salva un proprio passeggero da una imbarazzante situazione intima e da un divertente (ma lercio) caso #poogate! :-D

virgin social media

 

Uno dei massimi punti di riferimento per gentilezza e cortesia in rete è Gianni Morandi: se vuoi imparare un po’ da lui (e dai suoi abbracci virtuali) ne abbiamo già parlato qui!

2. Non investire su Facebook

C’era una volta un imprenditore. Questo imprenditore sognava di aprire la sua pagina aziendale su Facebook senza il bisogno di investire un ramino. Questo imprenditore si chiamava Illuso di nome, Povero di cognome. Povero Illuso non riuscì mai a ottenere la desiderata visibilità su Facebook; diede prima la colpa al social, poi al suo pubblico, poi all’agenzia di comunicazione che cercava di seguirlo (cercava). Povero Illuso non capì mai che Facebook era un paid media e che questo voleva dire una cosa: investire.

Se non vuoi fare la fine del nostro amico imprenditore, ricordati che oggi investire su Facebook è un obbligo. Secondo i dati rilasciati da Agorapulse Barometer, i fan che in media raggiungono una fanpage sono pochi, pochissimi via via che il loro numero aumenta. Per esempio, se la tua fanbase è composta da 1.000 a 10.000 persone, solo il 26% di loro visualizzerà i tuoi contenuti; questa percentuale diminuisce a vista d’occhio se superi i 50.000 fan: in questo caso, infatti, solo il 15,3% di loro ti vedrà; viaggi su numeri più importanti ­- dai 50.000 ai 100.000 fan? Allora raggiungerai solo un misero 10,2% della tua fanbase. Ambasciator non porta pene…
Ecco quindi il primo errore da evitare: pensare di presidiare Facebook senza investire un budget extra per dare visibilità ai post.

3. Eccessiva autopromozione

Sai già che sui social non dovresti vendere i tuoi prodotti quanto, piuttosto, la tua autorevolezza. Questo significa, banalmente, meno post sulle offerte del giorno; più post sui consigli del giorno. Tuttavia puoi comunque inserire una piccola percentuale di post marketing-oriented nella tua strategia, purché tu lo faccia con criterio.

Non abusare della strategia Io-Io-Io! incentrata solo ed esclusivamente su di te. Cerca, invece, di integrarla all’interno della più corretta strategia del Voi-Voi-Noi.

Se una pagina social che segui ti propinasse soltanto promozioni, tu cosa faresti? A noi è capitata sott’occhio questa farmacia, ad esempio.

farmacia social

Eppure di cose da raccontare, questa farmacia, ne avrebbe! Vuoi mettere dare informazioni utili sulle influenze, le allergie di stagione, l’aiuto che possono dare certi integratori e in generale consigli sulla salute, specie se confrontati col 30% di sconto su un collare ortopedico? :)

Per non farti trovare impreparato puoi attrezzarti e rendere più robusta la cassetta dei tuoi tool social, aggiungendo strumenti come Spidwit, che giornalmente reperiscono contenuti utili, notizie e immagini per arricchire la strategia social.

 

4. Assenza di revisione

La fretta è sempre una cattiva consigliera. Soprattutto quando va a penalizzare la qualità del contenuto.

Assume fondamentale importanza, prima di pubblicare, fare un controllo di tutti i contenuti, tanto copy quanto visual. Rileggi con calma, a mente fredda, e fa’ rileggere ad almeno un’altra persona del tuo team: 4 occhi sono meglio di due.

Eviterai errori come questi.

ryanair errore social

errore social

Ricorda che il refuso è un granello di sabbia capace di infilarsi dappertutto.

Persino negli hashtag.

Ah, e a proposito di hashtag: non esagerare!

troppi hashtag

Author: spidwitblog

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